Grana Padano
Nell’anno 1135 l’abbazia Chiaravalle grazie ai monaci cistercensi fece nascere il formaggio che oggi è chiamato Grana Padano. In origine chiamato caseus vetus, poi rinominato dalla popolazione con il nome di formaggio de grana a causa della sua consistenza granulosa, grande particolarità rispetto a tutti gli altri formaggi conosciuti sino ad allora.
Il nome di questo prodotto alimentare è Grana Padano. Non esiste nessun’altra classificazione casearia che può utilizzare il termine “grana”. Per tali ragioni il nome di questo formaggio italiano andrebbe sempre pronunciato per intero.
Ma si sa, quando un alimento si distingue per le proprie qualità, quando diventa noto e apprezzato in tutto il mondo e quando sono davvero in molti a chiamarlo, succede che quel prodotto – Grana Padano per l’appunto – diventi un’antonomasia e venga utilizzato per riferirsi a un intero genere di formaggi.
La bontà è forse la caratteristica a cui i produttori di questo formaggio, che aderiscono al disciplinare della DOP, tengono maggiormente.
Perché “buono” significa innanzitutto che fa bene, e perché “buono” significa piacere del gusto e gusto del piacere.
Perché non c’è niente di meglio dell’unione tra la bontà che favorisce il benessere e la bontà che, in fondo, altro non è se non una vera festa dei sensi.
La degustazione è un’arte. Anzi, una sapienza antica, dotata oggi di strumenti precisi e criteri sempre meglio definiti, che permettono di descrivere con chiarezza, precisione, coerenza e uniformità ciò che distingue un formaggio di un certo tipo da qualunque altro prodotto caseario.
RICETTE
Spiedini di bocconcini di Grana Padano
Crema di Grana Padano > video
Rolls con Grana Padano e verdure
PRODUTTORI